paesaggio scozzese

pagine di gnoseologia

che cosa conosciamo?

icona per espandere il menu interno
Table of Contents

In sintesi

Che cosa possiamo conoscere? La nostra cultura (filosofica, ma non solo) vede una prevalenza di posizioni relativistiche: la ragione umana non sarebbe in grado di cogliere alcuna verità universalmente valida.

Come si è osservato parlando della metafisica, la radice extrateoretica del relativismo è (anche) la volontà di sottrarsi a una intollerante oppressività: storicamente l'affermazioni di verità assolute è effettivamente stata strumentalizzata ai fini di un potere di alcuni esseri umani su altri. Tuttavia non è necessariamente così. Anzi, come già osservato, il riferimento a una oggettività che preceda i soggetti (potenzialmente in conflitto) e che quindi possa fare in qualche modo da arbitro super partes è un requisito indispensabile su cui far leva per opporsi a qualsiasi forma di oppressione. Se non esiste giustizia (o se comunque noi non la possiamo conoscere, come pensa il relativismo), come si potrebbe parlare di ingiustizia, e potersi quindi opporre ad essa?

La tesi che qui si sostiene è che la nostra conoscenza è si imperfetta, e quindi progressiva e bisognosa di collaboratività intersoggettiva, ma è comunque reale: conosciamo davvero la realtà, sia pure imperfettamente.

Perciò due sono gli errori diametralmente opposti da evitare: il dogmatismo da un lato, e un relativismo scettico dall'altro.

gnoseologia: contributi storiografici

come è stato storicamente affrontato il problema gnoseologico

gnoseologia: contributi teoretici

sulla possibilità di conoscere la realtà, giungendo a verità universali e stabili.